Era stata annunciata come una rivoluzione al ristorante: non più oliere ma bottiglie originali, in modo da evitare falsi a tavola. Ma dopo una sola settimana la Commissione europa ci ha ripensato, dando ascolto alle critiche. L’idea era di abolire prima l’olio sfuso nei locali pubblici, poi l’aceto, infine anche il vino, mandando al macero le caraffe del “vino della casa” che si trovano ancora in molte trattorie.
Con il vino sarebbe stato più semplice, con l’olio no. Le
aziende avrebbero dovuto produrre confezioni da mezzo litro o anche di
contenuto minore da portare a tavola, cercando di trovare bottiglie più
aggraziate di quelle destinate ai supermercati. I ristoratori avrebbero dovuto
rinunciare all’acquisto delle confezioni multilitro che consentono di abbattere
il costo dell’olio. Bruxelles aveva spiegato che era necessario intervenire per
evitare manipolazioni e difendere l’olio di qualità.
Durante la discussione della Commissione europea si è
scoperto che Italia e Portogallo si sono già adeguate al divieto dell’oliera,
anche se molti ristoratori non sembrano saperlo. Dal primo gennaio prossimo la
misura doveva essere estesa a tutte Europa: via l’oliera, solo bottiglie di
olio di qualità con tappo anti manomissione. 15 stati membri hanno sostenuto
l’iniziativa: Italia in prima linea insieme a Spagna, Grecia e Portogallo,
Francia, Irlanda, Cipro, Slovenia, Slovacchia, Polonia, Lettonia, Lutuania,
Repubblica Ceca, Romania e Malta. Contro la decisione si sono scagliati
Germania, Danimarca, Olanda, Bulgaria, Estonia, Lussemburgo, Austria, Finlandia
e Svezia. Si sono astenuti, Regno Unito, Belgio e Ungheria. Non esistendo
maggioranza a favore o contro prevalente, la proposta è comunque passata. Ieri la Gran Bretagna ha
protestato. E poco fa la Commissione ha ritirato tutto. Lo ha annunciato il
commissario Dacian Cialos: il divieto europeo alle oliere non ci sarà. Resta da
capire cosa farà l’Italia.
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